«Come fossero minuscole schegge di vetro» – Inediti di Ilaria Pamio

Frantumi di immagini crude e surreali si affastellano a un ritmo ansimante: l’angoscia scava con furia nel corpo e nella mente. Fragilità, desiderio di ricomposizione, ossessione. Una scrittura poetica, quella di Ilaria Pamio, che alterna delicatezza e visceralità, spietata concretezza e fantasmi sfuggenti. Una distesa di parole-scheggia dopo l’urto chiedono di essere raccolte e ricombinate fino a trovare un nuovo senso, una nuova identità. Pezzi di me è un manuale emotivo per riassemblare ciò che è infranto alla luce di una promessa di una solidità futura. Il pavimento di cotto evoca uno scenario domestico che diventa teatro di una lacerazione intima. Un linguaggio scarno ed essenziale racconta la vulnerabilità e la lotta per il controllo su se stessi. In Cris (Grida – 2009) fotogrammi deformati si compenetrano in una danza psichedelica tra sogni infantili e incubo lynchano. Paranoid è un flusso di coscienza claustrofobico: le pareti si stringono, i versi si fanno tentacolari, un elenco compulsivo di oggetti, pastiglie, vestiti, trucchi diventa un auto-interrogatorio martellante. Il tono ironico e dissacrante convive con un profondo desiderio di contatto. È una notte… (only 4 Dreams) mette in scena una visione ancora più densa e disturbante. Collage umani-animali-oggetti, corridoi che diventano spazi agorafobici, congruenza di intrusione e intimità.

PEZZI DI ME

Pezzi di me
sparsi
sul pavimento di cotto
minute ore fa
rimbalzavano
pallini di mercurio blu
raccoglili tutti
mettili insieme
con maniacale precisione
come fossero minuscole schegge di vetro
incolla i frammenti
stringili con cinghie di nylon
(e promettimi che)
le allenterai
solo
quando
sarò tornata di marmo.

CRIS (Grida – 2009)

Insegui la luce fucsia.
“Njna?”
“Sto imparando a bere le stelline fluorescenti dal cilindro”.
(Una folla di braccia d’angelo
mi scaraventa addosso pesciolini rossi scodinzolanti)
Le risatine tutt’intorno pungono
acute di bimbe con gonnelline di pizzo.
“Corro molle tra vinili fratturati anni “70
sommersi in fibre arancioni
e sento le mie anche urlare
lambendo questi corridoi di ghisa”.
“Fuori, che succede fuori? Te lo sei mai chiesta?”
su e giù da un lato all’altro, giù e su
come fosse quasi un grido lasciato tra i pensieri.
Ansimano nanetti di vetro
i piedi spogli, a mollo nello stagno.

PARANOID

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Le pareti si avvicinano
Stringendosi, verso te
E giungeranno talmente attaccate
Che sembrerà
di non esserci
aria

Nella stanza

Che sembrerà
Vogliano solo stritolarti
Come

mille tentacoli giganti

E siamo a –tre
Dai. Tre ore e lo raggiungi
E poi? Che farete? Beh, ci hai pensato, no?
No. Già. Te sei quella che non pensa
AgisciD’impulsoVai!
AndraiAndrete
Fuori da tutti
Infilàti per nulla immobili. In quell’angolo della Madre Terra

Soli. Due giorni
Solo. Due giorni

Cesseranno quelle urla distorte che corrono curvando le pareti del tuo cranio
Lui ti sta facendo uno dei più bei cadeaux di questo lembo di vita
La tua momentanea assenza sarà un regalo per gli altri
Hai preso tutto? Controlla
Pastiglia arancione 1/2×4 pastiglia bianca 1×2 pastiglie marroni 6×2 pastiglia rossa 2×2 pastiglietta bianca 3×2 Cerotti Ghiaccio
Ok

(quella bustina lillà sembra un armadietto del SOS_someone call me 911_)

Costumi due. Lingerie tanta

(la metto dopo…)

ma niente rosso!
Quando mai glielo hai chiesto!
Il signorino non ama la lingerie rossa

(non capisce un cazzo!)

Va beh, non menartela ora! Gliela hai fatta tu l’assurda domanda, no?
Canottiere Calzoncini Jeans Vestitino verde Corpetto biancoperfarlomorire.
E lascerebbe il mondo col sorriso. Forse te non sorrideresti. Ti fanno schifo le righe. Ti fanno schifo le divise.
Lui ha detto ti sequestrerà nella stanza
E farà sparire la chiave
allora? niente vestiti Serve solo lingerie
Niente lingerie rossa. Ricordati!
Il biglietto ce l’hai?
Perché sei sempre incasinata?

Smettila. Blo-cc-a-ti. Non hai perso la testa
Solleva il braccio sinistro
Piega la mano. Più a sinistra
Eccola. La senti? Hai una testa

Con qualche rotella in più (forse). Ma basta sbarazzarsene come le viti dei mobili dell’ikea
Torna lucida
Pupille? Sono normali
Scarpe? Ciabatte?

(niente ciabatte sto meglio scalza)

oh! Non dimenticarti la lingerie!                                                                     
Niente rosso.
Tatualo su una mano se temi tra dieci minuti il tuo cervello
si possa riempire di zanzare.
Se temi possano succhiarne via
tutto il liquido vitale.
Se temi lo rendano incapace
di svolgere le sue funzioni primarie.
Se temi
Non.buttiamoci.giù
Carmen
Afterhours
Subsonica
Muse
Shampoo
Balsamo
Bagnoschiumaallarosa
Elastici
Pettine
Mascara
Matita
Rossetti
Gli farai da mangiare se farà il bravo? (non credo proprio)
Litigherete
Urlerai. Incastrerai quegli occhi di ignara cattiveria stridente nei tuoi. Andrai fuori sul balcone a fissare il campanile dalle lancette immobili. Che il tempo sembra si sia dimenticato di come si fa a correre quando vuoi una cosa che non arriva.
Farai la gnorri trastullandoti quei capelli che oramai non si sa più che colore hanno
Schioderà i glutei dal letto
Arriverà dietro la tua schiena
Ti bacerà
Vi bacerete
Farete l’amore
Dormirete (forse)
Ora

Guarda quella dannata mano: quella in cui non tieni la penna

Cosa c’è scritto?
STOP.

È una notte… (only 4 Dreams)

Di bocche di cane spalancate
a uno specchio con labbra umane;
e corse per corridoi bianchi
vuoti, immensi;

mani di un uomo e di una donna
strette in un letto;
e una vasca da bagno
colma d’occhi.

Bio
Ilaria Pamio Nasce a Busto Arsizio nel 1980. Poetessa e scrittrice del mistero si è avvicinata alla poesia a diciassette anni, quando il suo corpo ha iniziato a risultarle estraneo. Pensieri cattivi: versi sciolti e vergognosi che non poteva esternare. Nel 2010 alcune sue poesie sono state illustrate da studenti del Biennio di Grafica dell’Accademia di belle arti di Brera – Milano, hanno costituito un libro d’artista in esemplare unico. Nel 2010 vince il Premio Giulio Perrone poesia singola; nel 2013 è finalista poesia under 35 Subway Letteratura; nel 2015 segnalata tra gli autori del Premio Rimini Parco Poesia; nel 2019 finalista al Premio Gozzano Poesia inedita. Nell’annualità 2021 termina un romanzo, alla Bottega di Narrazione diretta da Giulio Mozzi e Giorgia Tribuiani, in cui sono presenti diverse poesie. Sui testi poetici sono apparsi su Versante Ripido, Bibbia d’Asfalto, L’Irrequieto, Mosse di Seppia, L’Appeso. A fine aprile 2025 una sua raccolta poetica, illustrata da Federica Pamio, sarà pubblicata da Underground?

Le immagini sono opera di Federica Pamio.
Federica Pamio nasce a Tradate nel 1986, vive a Chiavari dal 2023. Laureata in Arti Visive presso l’Accademia di Brera, a Milano, nel 2011 frequenta l’AdBK di Monaco di Baviera. Nel 2015 è artista in residenza a Madrid, nel 2016 ad Aveiro. Nel gennaio 2018, la prima mostra personale Li hai visti anche tu? presso Surplace Artspace, nel 2022 la seconda Viluppo_Sperate nuove vedute alla Ex Dogana Austroungarica (VA). Realizza diverse performance pubbliche: nel 2017, About Sand (Women in the Dunes), nel 2016 FESTUCHE con Amedeo Martegani; nel 2015 Insorgi – Case Nuove e nel 2012 Attempts to Be Others. Finalista del Premio Luigi Candiani – Artisti Affermati nel 2024, Premio Nazionale delle Arti nel 2011, del Premio Aldo Alberti nel 2012 e per tre anni del Premio Fotografico Riccardo Prina, è vincitrice del Concorso Siamo quel che mangiamo nel 2013. Le più recenti mostre collettive si sono svolte tra Milano, Madrid, Varese e Chiavari. Nel 2021 un articolo del Boston Globe pubblica la serie fotografica n’est nest, nata dalla collaborazione con l’artista statunitense Linda Pagani.

Immagine di copertina: Broken Glass/Hands di Jason Cheeseman-Meyer.

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Chi sono

Michele Ghiotti (1989) è nato a San Marino, dove insegna Lettere nella scuola secondaria di primo grado. Ha pubblicato la raccolta poetica Preistoria primavera (Italic Pequod, 2021), ammessa alla fase finale del Premio Tirinnanzi 2022. Suoi racconti sono apparsi su Crack, Carie, Retabloid e Blam. Il suo racconto Carne della mia carne, occhi dei miei occhi è stato finalista al Premio Calvino 2024.