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Continue reading →: «Quando scrivo, penso soltanto ad ascoltare» – Intervista a Carolina Anna FalboDopo aver scritto un’opera che in un certo senso decostruisce il linguaggio come La distrazione che ci rende dissimili, qual è la tua definizione di poesia, se ritieni che ce ne possa essere una? Quelle che sono diventate poesie sono nate tanto come “insorgenze” quanto come tentativi un po’ didascalici…
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Continue reading →: «Estrarre tutto il buio» – Intervista a Clery CelesteDi Michele Ghiotti Cos’è per te la poesia? C’è una definizione, se una definizione può esserci, che ti è cara? Creare dal nulla è per me un atto sacro. Riprendo questo dall’etimologia del termine poesia, dall’antico greco poieo, ovvero “io creo dal nulla”. È un atto sacro che attiene alla…
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Continue reading →: «Coincidere col niente» – Intervista a Dario TalaricoDi Michele Ghiotti Cos’è (e cosa non è) per te la poesia? Che definizione – se una definizione può esserci – ne daresti? Per quanto mi riguarda la scrittura è stata molte cose, forse principalmente un pensiero ossessivo. Un processo, un qualcosa di mai-dato e mai-finito, uno sforzo a chiarire…
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Continue reading →: Il canarino, la voliera e il taumatropio – La poesia di Angelo Maria RipellinoDi Michele Ghiotti Le mostrerò la strepitante patria degli uccelli, signor Solferino.Così mi disse stizzito Rabàs, l’organista.Ed io vidi d’un tratto il cinguettío inestinguibile,che trabocca dagli alberi come schiuma di birra,le cupole di madreperla delle ali, una Terrasantadi zampine smagrite con fogli portafortuna.Vidi d’un tratto una bianca città stercoraria,un gran…
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Continue reading →: «Dietro serrande socchiuse cobalto» – Nota critica su “Cucina vigliacca” di Stefano TarquiniCucina vigliacca è un laboratorio di alchimie verbali in cui Tarquini distilla immagini di una quotidianità che si sfalda, una nostalgia che non si concede al rimpianto, un amore che sa di ferro e ruggine. I testi, nella loro asciuttezza nominale, non si lasciano addomesticare. Il ritmo è spezzato, sincopato,…
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Continue reading →: «Come fossero minuscole schegge di vetro» – Inediti di Ilaria PamioDi Michele Ghiotti Frantumi di immagini crude e surreali si affastellano a un ritmo ansimante: l’angoscia scava con furia nel corpo e nella mente. Fragilità, desiderio di ricomposizione, ossessione. Una scrittura poetica, quella di Ilaria Pamio, che alterna delicatezza e visceralità, spietata concretezza e fantasmi sfuggenti. Una distesa di parole-scheggia…
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Continue reading →: «Ogni storia è la nostra invenzione del mondo che ci circonda» – Intervista a Lorenzo VargasDi Michele Ghiotti Quando hai cominciato a scrivere? Come è evoluta la tua scrittura? Mi annoiavo da piccolo, ero già un pallonaro di indubbio talento e ho cercato di canalizzare la cosa in un hobby più costruttivo. È durata più o meno fino alla fine delle medie, pensavo di essermene…
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Continue reading →: LEGO e “brutte fini” – Intervista a Matteo RussolilloQuando hai cominciato a scrivere? Come è evoluta la tua scrittura? Ho sempre avuto, di fronte a bei libri o bei film, la voglia di scrivere delle storie mie. Ho veramente cominciato grazie ad un corso di scrittura creativa, nel 2021. Corso molto pratico e attivo, e mi sono trovato…
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Continue reading →: «Spolpare il mondo fino all’osso» – Intervista a Claudio KuleskoDi Michele Ghiotti Tra i tuoi campi di indagine ci sono la filosofia speculativa e il pessimismo filosofico. Come sei arrivato a interessarti di queste tematiche? Ciao, come chiunque può constatare leggendo la mia produzione narrativa non sono uno scrittore “di formazione” (se mai esistesse qualcosa del genere). Mi considero…
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Continue reading →: Scrivi una poesia sull’identità nell’era social come la scriverebbe Edoardo Sanguineti/Andrea Zanzotto/Patrizia ValdugaPseudo-Edoardo Sanguineti, Follow me io: una bio tagliata male:un filtro:Valencia, o forse Clarendon. mi chiedo,tu, mi vedi?o vedi quello che vedo io,quando mi vedo guardarti? e loro,gli altri,(quegli altri-che-sono-me-che-sono-loro) scorriamo, scivoliamo,pollici—polpastrelli(da carne a schermo a pixel,che rimane?un dito unto, forse). lì,la bocca aperta della live,il selfie del tramonto rifatto,il corpo—(ma…









